Progettata negli anni ’50 dal geometra Enrico Schiavina, la Residenza ai Pini si inserisce nel verde dei colli bolognesi, in un contesto naturale di pregio, caratterizzato dalla presenza di slanciati pini marittimi che ne definiscono l’identità. Qui prende forma un’idea di abitare in cui architettura e natura si intrecciano: ampie vetrate e profondi balconi dilatano lo spazio domestico verso l’esterno, mentre il mattone a vista e il cemento delineano un linguaggio essenziale, capace di unire misura, calore e carattere.
Su questo impianto si innesta l’intervento di restauro dell’architetto Martina Gaiba – Studio MpiùG – che, attraverso l’unione di due appartamenti sovrapposti, ridefinisce un attico in dialogo con la memoria familiare e con l’opera del nonno, Enrico Schiavina. Il progetto rafforza la connessione con l’esterno già propria dell’architettura originaria e, al tempo stesso, riorganizza la distribuzione interna: l’eliminazione del corridoio amplia e rende più fluida la zona giorno, mentre lievi dislivelli e soluzioni puntuali introducono una maggiore articolazione spaziale, accompagnando il percorso domestico. In questo sistema, il camino, collocato al centro della casa, emerge come fulcro visivo e simbolico dell’abitazione. Coerentemente, la parte impiantistica si inserisce con discrezione: controsoffitti e boiserie in legno generano “sfondati” capaci di accogliere le componenti tecniche senza ridurre l’altezza degli ambienti, contribuendo così ad arricchire l’interior design.
Nel dialogo tra memoria e innovazione trovano spazio le soluzioni Vimar. Il sistema domotico By-me Plus consente una gestione completa della casa – dall’illuminazione all’automazione delle tapparelle, dalla climatizzazione al controllo dei consumi – garantendo affidabilità in presenza di eventuali criticità di rete e favorendo un uso più efficiente e consapevole dell’energia, anche da remoto tramite l’app View. A questo si integra il sistema di sicurezza, che combina antintrusione By-alarm Plus e videosorveglianza Elvox TVCC, con telecamere Bullet per il controllo delle terrazze esterne e del giardino pensile. La supervisione complessiva dei sistemi converge infine nei touch screen, punti di controllo dal layout semplice e intuitivo, pensati per rendere immediata la gestione quotidiana degli ambienti. Per completare l’intervento, la tecnologia domotica si integra con l’elegante serie civile Eikon Exé con comandi Vintage in bronzo scuro spazzolato. Una scelta che rievoca il passato attraverso dettagli come le levette, capaci di restituire una gestualità e una dimensione sonora dal raffinato carattere retrò. Il bronzo, ripreso anche nel rivestimento del camino, diventa così un elemento di continuità materica, contribuendo a unificare e armonizzare l’intero progetto.
La palette generale privilegia quindi materiali naturali e coerenti con l’epoca dell’edificio — rovere termocotto, intonaci a calce, marmi — definendo un equilibrio calibrato tra memoria e contemporaneità. Mentre, l’atmosfera della casa prende spunto da un dipinto secessionista dei primi del Novecento, da cui derivano tonalità e suggestioni luminose.
In questa prospettiva, all’interno di un processo progettuale che nasce dal dialogo con la committenza e si nutre di riferimenti culturali, l’arte diventa il punto di connessione tra l’identità dell’edificio e quella di chi lo abita, mentre la tecnologia Vimar si configura come una presenza discreta e contemporanea, capace di accompagnare e valorizzare l’esperienza quotidiana degli spazi.
Credits
- Architetto: Martina Gaiba, Studio MpiùG
- Restauro: Impresa Fo.Cu.S. srl
- Installatore: Tecno Elettra di Bergamini e Fantuzzi
- Progetto impianti: Studio STIEM Engineering Srl, Per. Ind. Gaetano Calcara
