Milano, 23 luglio 2026. Preparare le imprese del settore illuminazione ad affrontare con maggiore consapevolezza l’evoluzione delle normative, delle richieste di mercato e degli strumenti legati alla sostenibilità. Con questo obiettivo, ASSIL (Associazione Nazionale Produttori Illuminazione) federata ANIE Confindustria, ha avviato un percorso di formazione specialistica realizzato con il supporto di Ollum, società di consulenza ESG.
Competenze condivise per accompagnare la sostenibilità del settore
ASSIL e Ollum condividono l’obiettivo di aiutare le imprese ad affrontare in modo più consapevole l’evoluzione dei requisiti ambientali e di sostenibilità. Da un lato, ASSIL rappresenta e supporta le aziende italiane dell’illuminazione attraverso attività tecniche, normative, formative e istituzionali; dall’altro, Ollum mette a disposizione competenze specialistiche su ESG, impatti ambientali di prodotti e processi e percorsi di sostenibilità aziendale.
L’incontro tra queste due esperienze nasce dalla necessità di offrire alle imprese del comparto, in particolare alle PMI, riferimenti più chiari e strumenti concreti per orientarsi tra nuovi obblighi, metodologie tecniche e richieste di mercato. In un settore ad alta intensità tecnologica, l’aggiornamento delle competenze diventa infatti un elemento centrale per sostenere innovazione, competitività e trasparenza ambientale.
Un percorso tra sostenibilità di prodotto e di organizzazione
La crescente attenzione verso le prestazioni ambientali dei prodotti, la trasparenza delle informazioni e i nuovi obblighi europei sta interessando sempre più da vicino anche le imprese dell’illuminazione. Per rafforzare la propria capacità di accompagnare le aziende associate in questo scenario, ASSIL ha avviato con Ollum un percorso di formazione sui principali strumenti di sostenibilità applicabili al settore.
Il programma ha affrontato quattro ambiti centrali: Life Cycle Assessment, Environmental Product Declaration, bilancio di sostenibilità e Carbon Border Adjustment Mechanism, con l’obiettivo di chiarirne finalità, differenze e possibili implicazioni per le imprese.
Un approfondimento specifico è stato dedicato al Life Cycle Assessment, la metodologia utilizzata per valutare gli impatti ambientali di un prodotto lungo il suo intero ciclo di vita: dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, fino all’utilizzo e al fine vita. La formazione ha inoltre analizzato il ruolo delle EPD, dichiarazioni ambientali verificate che permettono di comunicare in modo trasparente e comparabile le prestazioni ambientali dei prodotti.
Il percorso ha affrontato anche la rendicontazione ESG, illustrando le caratteristiche del bilancio di sostenibilità, i principali standard disponibili e le possibilità offerte alle PMI dalla rendicontazione volontaria. Il modulo sul CBAM ha invece fornito una panoramica del meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere e delle sue possibili implicazioni per le imprese coinvolte nelle catene di fornitura internazionali.
L’obiettivo non era soltanto trasferire nozioni tecniche, ma fornire ad ASSIL gli strumenti necessari per riconoscere le esigenze delle aziende associate e orientarle tra metodologie, obblighi e opportunità differenti.
Nuovi contenuti per le imprese associate
Il progetto rappresenta il primo passo di un’attività più ampia. ASSIL intende infatti sviluppare, con il contributo dei docenti di Ollum, contenuti formativi rivolti alle aziende associate e focalizzati sulle specificità del settore illuminazione.
Tra i prossimi approfondimenti è prevista anche una formazione sul greenwashing, tema sempre più rilevante per le imprese chiamate a comunicare caratteristiche e prestazioni ambientali in modo preciso, verificabile e supportato da dati.
Per le aziende dell’illuminazione, la sostenibilità interessa ormai numerose funzioni: progettazione, scelta dei materiali, approvvigionamenti, produzione, gestione dei consumi, durata dei prodotti e comunicazione al mercato. Acquisire competenze adeguate permette di comprendere quali strumenti siano realmente utili e di evitare percorsi non proporzionati alla dimensione o agli obiettivi dell’impresa.
In questo contesto, la formazione assume un ruolo particolarmente importante per le PMI, che spesso devono rispondere alle richieste di clienti, progettisti e grandi gruppi di filiera senza disporre di strutture interne dedicate. Rendere accessibili conoscenze tecniche e normative significa quindi aiutare le imprese ad affrontare la transizione sostenibile con maggiore concretezza, trasformando la complessità in capacità decisionale.
