KEY Energy si è chiusa con numeri da record. La fiera internazionale sulla transizione energetica organizzata da Italian Exhibition Group a Rimini ha registrato una crescita del 10% nelle presenze rispetto all’edizione precedente, con visitatori esteri in aumento del 9% e una partecipazione significativa di investitori internazionali. Oltre mille espositori, migliaia di operatori del settore, un unico tema dominante: energia, efficienza, automazione.
Per Shelly, la presenza a KEY Energy 2026 non è stata soltanto un’occasione espositiva. È stata la conferma di qualcosa che chi lavora ogni giorno sul campo già percepisce: la domanda c’è, è reale, e viene da chi conta.
Il pubblico che cercavamo era già lì
Tra i visitatori che si sono fermati allo stand Shelly durante i giorni della fiera, un profilo è emerso con chiarezza: impiantisti elettrici, studi di progettazione e installatori fotovoltaici. Non un pubblico generico, non semplici curiosi. Professionisti che già conoscono il prodotto, che in molti casi lo hanno già acquistato, testato, integrato nei propri cantieri.
Quello che colpisce non è tanto il volume delle interazioni, quanto la loro qualità. Gli interlocutori arrivavano allo stand con domande specifiche, con esperienze già maturate, con una familiarità con il prodotto che normalmente richiede mesi di lavoro commerciale per costruire. Shelly era già nel loro radar — e loro erano lì per capire come andare oltre.
Anche studi di architettura hanno manifestato interesse concreto, segnale che la versatilità del prodotto — dalla domotica residenziale al controllo degli impianti in ambito professionale — sta allargando il perimetro delle professionalità coinvolte.
Il caso fotovoltaico: monitorare da remoto con Shelly
Tra gli incontri più significativi di questa edizione, quello con una società di San Marino specializzata in impianti fotovoltaici. Un’azienda che gestisce decine di impianti realizzati per i propri clienti, e che aveva già iniziato a utilizzare Shelly in autonomia — senza però avere un punto di riferimento tecnico e commerciale strutturato.
L’utilizzo che ne fanno è preciso: monitoraggio remoto della produzione degli impianti fotovoltaici. Grazie ai dispositivi Shelly, riescono a tenere sotto controllo lo stato e le performance di ogni singolo impianto in tempo reale, senza doversi spostare fisicamente. Una funzione che nel settore del fotovoltaico vale oro — perché riduce i tempi di intervento, ottimizza la manutenzione e migliora il servizio ai clienti finali.
Il problema non era il prodotto. Era la mancanza di supporto: nessun riferimento tecnico a cui rivolgersi, nessun interlocutore commerciale con cui costruire un rapporto continuativo. KEY Energy è stata l’occasione per colmare quella distanza. E per dimostrare che dietro Shelly c’è una struttura in grado di supportare chi lo usa sul campo.
La domanda esiste. Serve chi la soddisfi
Ciò che KEY Energy ha confermato è una dinamica che si ripete: il mercato si è già mosso. Gli installatori, gli impiantisti, i progettisti — in molti casi — hanno già scoperto Shelly attraverso i propri canali. Lo hanno provato. Lo apprezzano. Ma quando cercano un fornitore affidabile, un distributore che abbia il prodotto a magazzino e sappia rispondere alle domande tecniche, spesso non lo trovano.
È questo il nodo che il percorso di sviluppo della distribuzione in Italia sta cercando di sciogliere. La ricerca e l’attivazione di distributori di materiale elettrico qualificati — quelli capaci di presidiare il territorio, di formare i propri clienti, di offrire un servizio che vada oltre la semplice vendita — è al centro della strategia attuale.
KEY Energy è stata uno step di questo percorso. Non l’ultimo.
Gli incontri continuano: fiere, distribuzione e prossimi appuntamenti
La presenza alle fiere di settore proseguirà. Gli eventi come KEY Energy sono luoghi dove la domanda si manifesta in modo concentrato e diretto, dove è possibile incontrare in pochi giorni una varietà di operatori che sul territorio richiederebbe mesi di lavoro commerciale. La logica è quella del presidio: essere presenti dove i professionisti si incontrano, ascoltare cosa cercano, costruire relazioni.
In parallelo, gli incontri all’interno del canale della distribuzione di materiale elettrico continua. Visita dopo visita, incontro dopo incontro, l’obiettivo è costruire una rete di partner che possa portare Shelly dove la domanda c’è già: nei magazzini dei distributori, nei cataloghi dei grossisti, nella quotidianità degli installatori.
KEY Energy 2026 ha confermato che la direzione è quella giusta. Il settore è in fermento, l’interesse per i prodotti di automazione e monitoraggio è concreto, e Shelly — con la sua versatilità, la sua facilità di integrazione e il suo posizionamento di prezzo — è esattamente il prodotto che questo mercato stava aspettando.

