Il 2025 si chiude con un segnale positivo per la distribuzione di materiale elettrico: un +4,1% che segna una netta inversione di tendenza rispetto al -8,3% del 2024. Secondo Ezio Galli, presidente di FME, il dato va letto alla luce di un quinquennio complesso, segnato da eventi eccezionali: dalla pandemia del 2020, alla crescita anomala del 2022 trainata dal Superbonus 110% e dal boom del fotovoltaico, fino al successivo rallentamento e al fisiologico crollo del 2024.
Dopo l’euforia del 2022, anno caratterizzato da aumenti record ma anche da forti criticità operative e di costo, il mercato ha progressivamente perso slancio. Il 2023 ha rappresentato una fase di normalizzazione, mentre il 2024 ha visto un vero e proprio assestamento, con il fotovoltaico in forte calo e un impatto diretto sui risultati complessivi del comparto. Un periodo difficile anche per la gestione interna delle aziende, chiamate a sostenere strutture e costi cresciuti negli anni precedenti.
Il 2025, invece, sorprende in positivo. Il mercato si stabilizza e torna a crescere su basi più solide: il fotovoltaico registra un lieve recupero, questa volta trainato soprattutto dall’industriale, i cavi segnano un significativo +8,4% e il materiale elettrico cresce del 3,2%. Una ripresa legata alle politiche europee, al Green Deal e agli investimenti in sostenibilità ed elettrificazione. Guardando al 2026, Galli resta cauto ma moderatamente ottimista, ipotizzando una crescita compresa tra il +2% e il +5%, a patto che le tensioni geopolitiche non compromettano l’equilibrio dei mercati.